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martedì 23 agosto 2011

Noi, bambine cresciute con il topless (o senza!)

Voi che siete andati al mare in spiagge piene di bambini e bambine quest'anno, quante ne avete trovare con il solo slip del costumino?
Poche vero?
In molti siamo assistendo allibiti a una tendenza sempre più pericolosa ad attribuire ai bambini una sessualità che non hanno nelle pubblicità, ma fa veramente paura quando vediamo i loro effetti manifestarsi dal vero. Quindi ecco bambine di tre anni lanciarsi in piscina con un ridicolo costumino a due pezzi che copre l'inesistente e le impiccia tantissimo.
Perchè?
Io sono andata in colonia fino a undici anni con il topless, mia madre si rifiutava categoricamente di darmi il due pezzi perché "non mi serviva".
Ok, mia madre credeva anche che in terza media, giocando a pallavolo, non dovessi sentire la necessità di potermi depilare come tutte le mie coetanee, ma io veramente non avevo niente da nascondere a 11 anni e fino all'anno prima (cioè fino a quando nessuna delle mie coetanee si era sviluppata abbastanza e in realtà avrei potuto andare in topless fino ai 12) non mi aveva mai dato fastidio. Anzi, passavo allegre estati sul balcone di casa a giocare con l'acqua senza la maglietta.
Perché avrei dovuto vergognarmi? Di cosa avrei dovuto preoccuparmi?
Sapevo cos'era un seno, sapevo che andava coperto (sì ma non era obbligatorio) e sapevo che non l'avevo.
Devo anche dire che all'epoca in cui ero piccola io (20 anni fa, non era mica l'800) costumini a due pezzi per le bambine non li trovavi manco a pagarli oro. Davvero. I produttori stessi ritenevano che le bambine non avessero bisogno del doppio segno del costume una volta tornate dal mare. Diamine certe volte non avevamo nemmeno bisogno del costume!
E invece vedi anche bimbetti di nemmeno un anno razzolare sulla sabbia con il pannolone, o quelli di a malapena due con un costumino che raggiunge immediatamente le stesse dimensioni del pannolino perché viene immediatamente riempito di terra.
Ma a due anni, esattamente, cosa dovrebbero nascondere? Cosa potrebbe dare fastidio agli occhi altrui, anzi no, ai nostri.
Signori, quando le parti intime dei nostri figli cominciano a sembrarci peccaminose prima che questi sappiano anche solo intuire il significato della parola vuol dire che siamo in un mucchio di guai.
E se pesco il dannato stilista che un giorno ha detto: "Ma come un solo pezzo?! Guarda come sono carine con il due! Sembrano delle piccole donnine!! Sì ecco, da oggi anche loro con i due pezzi. Che poi si sentono discriminate, poverine!" gli brucio i peli delle palle sul fornello elettrico.

martedì 16 agosto 2011

Agosto in città

A differenza del 99% degli italiani, io e una manciata di colleghi stiamo passando Agosto a Torino.
Non che mi sia levata il mare, la mia settimana l'ho fatta anch'io, ma è strano vivere un posto che, in realtà, ad Agosto non ho mai visto.
La prima cosa che si nota è la rilassatezza.
Tutti quelli che ancora non erano andati in vacanza (e quindi erano i più nervosi, impazienti dell'arrivo delle ferie) non ci sono. Tutti quelli che ci erano già andati lo sono ancora. Tutti gli altri rimasti si guardano intorno, imbambolati, fissando le saracinesche abbassate, i cartelli di "Chiuso per ferie" e le strade vuote.
Questa rilassatezza ha avuto effetti collaterali un po' ovunque ma principalmente lo ha avuto sugli automobilisti. Non avendo più pile e pile di colleghi guidatori incazzati, sudati, barricati dietro i finestrini chiusi con l'aria condizionata al massimo e nervosi perché anche quella mattina i semafori maledetti ce l'avevano con loro e ora sono ovviamente in ritardo, sono tutti rilassati.
Non accelerano fino a 90 all'ora per fare i 20 metri da un semaforo all'altro.
Non ti guardano con odio omicida se ti prendi il tuo tempo per attraversare la strada.
Rispettano i limiti di velocità (!).
Noi facciamo parte di tutta questa umanità rilassata che si aggira per questa città che oggi ha proprio tirato un sospiro di sollievo. Tutti via. Solo poche manciate di esseri umani troppo tristi per non essere potuti partire o di essere rimasti soli per incazzarsi, azzuffarsi o guardarsi male e i turisti che si affollano nel crocicchio di Via Roma/Via Garibaldi-Via Po', rimanendo a tutti gli effetti invisibili.
Considerando che tutti quelli che ogni giorno rendono la nostra vita un inferno a causa delle psicosi personali che non possono fare a meno di scaricare su qualcuno in qualche modo sono in vacanza tutti assieme, in posti molto caldi dove forse l'aria condizionata in camera non c'è, coi bambini iperattivi appresso, in posti che le recensioni online lo davano come oro e invece è una bettola e magari preoccupati a mille di rendere questa unica vacanza indimenticabile, ho idea che quando torneranno i più riposati saremo noi.
Con un po' di fortuna si scannano tra loro.
E buon Agosto a tutti :D