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giovedì 17 maggio 2012

Lush - Dimmi di sì

Giusto per rimanere nel tema della giornata internazionale contro l'omofobia, eccovi un'altra fantastica campagna.
Dimmi di sì è un'iniziativa per la quale sabato 19, tutte le coppie che lo desiderano (gay, lesbo e sì anche etero), potranno sposarsi simbolicamente.
Il progetto serve a promuovere l'idea che le coppie di fatto, siano esse etero o omosessuali, debbano essere riconosciute.
Dalla scorsa settimana si è aggiunto anche il Lush di Torino (quello in via Garibaldi).
Direi che finalmente c'è un buon motivo per immergersi nella pazza folla degli shopping maniaci il sabato pomeriggio.

Quando ce lo deve venire a dire Ikea

Ed eccola qua, l'iniziativa di Ikea che in barba alle istituzioni italiane, dichiara che per lei le coppie, che siano sposate, di fatto o omosessuali, godranno degli stessi diritti aziendali.
Questo significa permessi lavorativi per emergenze famigliari, copertura sanitaria estesa al partner, sconti dipendenti estesi al partner, etc.
Mi è piaciuto che tutto ciò sia stato fatto su spinta dei dipendenti: pare infatti che l'82% dei lavoratori di Bologna abbia dichiarato che secondo loro l'azienda doveva andare verso l'uguaglianza dei diritti.
Solo il 12% era imbarazzato dal dover lavorare con un omosessuale dichiarato.

Questo mi porta a farmi una domanda semplice semplice: non è che al momento siamo tutti così fermi sulle questioni GLBT proprio a causa di quel 12%? Lo stato non si muove perché tutti quelli che stanno al governo fanno parte di quel 12%?
Seriously?

Perdonate, ma io ricordavo che democrazia significa fare il volere della maggioranza, non delle minoranze. Se quella percentuale fosse veritiera anche solo alla lontana per tutta Italia ci ritroveremmo clamorosamente in uno Stato dove l'unità di misura per calcolare la distanza tra le istituzioni e la società attuale andrebbe calcolata in parsec.

(Comunque, leggendo il penultimo paragrafo dell'articolo, faccio i miei complimenti al genere maschile per essersi confermato il grosso ostacolo alla parità dei diritti di genere e sessualità).

venerdì 11 maggio 2012

La libertà completa di essere se stessi

Voglio solo far notare che mentre da noi la gente si diverte ancora a dibattere se l'omosessualità sia una malattia o meno, in Argentina puoi autodeterminare il tuo sesso e lo stato ti aiuta anche a cambiarlo.
Tutti quelli che si vantano di vivere in un paese civile dovrebbero rivedere le proprie convinzioni, perché è sempre più chiaro che non è così. Mentre noi occidentali continuiamo a essere costretti a vivere la nostra vita e le nostre scelte in base alle convinzioni personali di alcuni, ci sono paesi che stanno decidendo che ognuno di se stesso può fare quello che vuole. Incredibilmente questo è un paese che nella percezione comune sta tra noi e il terzo mondo.
La riflessione che può partire non ci fa fare bella figura, vero?